Tornare a Firenze per i PDays la scorsa settimana mi è sembrato allo stesso tempo familiare e necessario. Dopo anni passati a partecipare a eventi di settore in tutta Europa e oltre, ho imparato che il vero valore di questi incontri non sta nelle esposizioni, ma nelle conversazioni: quegli scambi sinceri che rivelano dove sta realmente andando il mercato e che riempiono la giornata fino alla cena, poi a cena e persino dopo cena! (il parcheggio è una passione, senza dubbio)
Detto questo, l’esperienza allo stand di quest’anno ha aggiunto a quelle discussioni un livello molto tangibile ma assolutamente digitale. I visitatori hanno potuto interagire direttamente con il nostro sistema di gestione dei parcheggi attraverso un'interfaccia touchscreen che mostrava la dashboard a riquadri di JMS, sperimentando in prima persona le funzionalità di navigazione e i flussi di lavoro. È sempre incoraggiante vedere con quanta rapidità un sistema ben progettato possa trasformare la curiosità in comprensione.
In Italia, le municipalizzate e i gestori della sosta sono a un punto di svolta. Le città sono sotto pressione per ridurre la congestione, migliorare la qualità dell’aria e digitalizzare i servizi, eppure i sistemi sul campo (on- e off-street) rimangono spesso frammentati. Il divario tra l’ambizione politica e la realtà operativa è ancora visibile, anche laddove ci sono spunti verso l'integrazione dei sistemi di mobilità. Ciò che ho sentito ai PDays lo conferma: i Comuni sono pronti ad agire, ma hanno bisogno di partner in grado di tradurre la strategia in soluzioni resilienti e scalabili.
È qui che diventa essenziale un cambiamento di mentalità. Troppo spesso, il rapporto si basa sulla semplice fornitura di componenti, anziché sulla co-creazione di risultati. Il nostro ruolo non è semplicemente quello di fornire tecnologia, ma di agire come partner di progettazione e facilitatori dell’efficienza, apportando la nostra competenza dove conta di più: proprio all’inizio, quando le visioni sono ancora in fase di definizione. Le città non hanno bisogno di fornitori che si limitino ad adattarsi e a rispondere alla richiesta di base, ma di partner che mettano in discussione, perfezionino ed amplifichino i loro progetti. Ciò richiede fiducia, apertura e la volontà di lavorare fianco a fianco, dall’ideazione alla realizzazione.
Se vogliamo davvero costruire infrastrutture che resistano alla prova del tempo, dobbiamo iniziare a sognare insieme (sì, concedetemi il “sognare”) con disciplina e responsabilità. Dobbiamo smettere di progettare in isolamento. Il successo arriva solo quando costruiamo - partner, operatori, città - la visione insieme, perché solo l’ambizione condivisa e un approccio collaborativo di questo tipo possono tradurre le idee ambiziose in soluzioni tangibili e sostenibili che servano non solo agli operatori, ma anche ai cittadini che vivono questi sistemi ogni giorno. Alla fine, il vero successo di qualsiasi progetto si misura dal suo impatto sull’ecosistema urbano e dalla qualità della vita che rende possibile.
Questa tendenza è stata altrettanto evidente a Intertraffic Amsterdam a marzo, un palcoscenico globale con una chiara attenzione alla mobilità basata sui dati e alle piattaforme integrate, con quella spinta sinergica che questa storica fiera riesce a imprimere. Queste discussioni rispecchiano ciò che stiamo osservando in Italia, dove il mercato accelera verso contesti più connessi e incentrati sull’utente: non tutte le città procedono allo stesso ritmo, ma la tendenza è diffusa e avanza rapidamente.
I colleghi di HUB Italia si muovono in questa direzione da anni, culminata quest'anno con l'evento Smart City a Napoli, che ha riunito operatori e autorità pubbliche attorno allo stesso tavolo. Alcuni di loro erano anche a Firenze, a testimonianza della dinamicità del settore e dell'inetresse che questi incontri rivestono, permettendo ai player di incontrarsi e scambiarsi aggiornamenti in un contesto di condivisione continua. L'innovazione nel settore della sosta oggi consiste nel costruire ecosistemi che colleghino accesso, pagamenti, controllo e servizi di mobilità in un'esperienza senza soluzione di continuità.
Il nostro ruolo, a mio avviso, è quello di agire come partner di fiducia per le città che affrontano questa complessità: combinando competenze globali (di cui HUB Parking dispone in abbondanza!) con una profonda comprensione delle dinamiche locali.
E un'ultima nota dallo stand: se avete lasciato Firenze con una striscia di quattro fototessere nei colori di HUB tra le pagine del vostro taccuino, ora fate ufficialmente parte della squadra... ma non prendetevela con noi se finirà per diventare il vostro nuovo segnalibro preferito!